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Luoghi spirituali: toccata e fuga in Cambogia per rinascere nel sito archeologico più grande del mondo | Idea Viaggi

Luoghi spirituali: toccata e fuga in Cambogia per rinascere nel sito archeologico più grande del mondo

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Spesso la voglia di viaggiare e di respirare aria nuova è semplicemente la manifestazione di uno stato d’animo. Nei momenti in cui ci sentiamo sopraffatti dal tintinnare assordante del quotidiano e della sua fretta insostenibile io penso alla Cambogia, ad un luogo che ho sempre desiderato di vedere, voglia che si manifesta più urgente nei momenti di grande stress. In questo momento, ad esempio vorrei essere ad Angkor Wat, all’interno del sito archeologico di Angkor, vicino a Siem Reap.

Ci son dei luoghi eterni che ispirano riflessione , dove il confronto con il tempo e lo spazio assume una densità ancestrale, e questo è sicuramente uno di quelli.

Angkor_Wat

Tutta la città di Angkor, l’antica capitale della civiltà Khmer, in Cambogia, è ora un sito archeologico patrimonio mondiale dell’umanità, e conta mille templi, alcuni ancora sepolti dalla foresta pluviale, e ben 40 mila metri quadrati di superficie.

Per noi occidentali significa un mondo a sè, un universo di spirito che azzera la nostra percezione falsata del reale, e ci mette a completa sintonia con l’universo.

Il tempo di Angkor Wat, all’interno della città di Angkor, è forse la meraviglia tra le meraviglie, anche dal punto di vista ingegner-architettonico. Probabilmente si tratta di un mausoleo  fatto costruire dal re Suryavarman intorno al 1100 dopo Cristo, ed è consacrato al dio Vishnu.

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E’ costruito all’interno di un profondo fossato, con un perimetro di 3,6 km. E’ una caratteristica della loro architettura, ed è il simbolo della Cambogia (è raffigurato infatti  infatti anche nella bandiera nazionale).

I restauri del sito archeologico continuano ancora ora, ed è oggetto di molti progetti conservativi. Anche l’Italia ha dato una mano in questo senso nel 2010, con il progetto Angkor: l’ Università di Palermo, grazie al contributo del ministero per gli affari esteri, ha formato squadre di censimento delle statue e delle opere nella zona archeologica, che, in sinergia con esperti indigeni, si è occupata di mantenere nelle migliori condizioni possibili ciò che è definito il più grande insediamento umano dell’era post industriale.

La mia voglia di spiritualità mi ha portato a curiosare nella rete per vedere come sia possibile raggiungere la Cambogia per un bagno di spirito estemporaneo, e ho scoperto che è tanta la voglia di immergersi e “lavarsi” un po’ dall’ “occidentalismo” e quello che comporta. Ci sono, ad esempio, tour per la città di Angkor che durano 5 giorni-2 notti. Toccata e fuga con lo spirito e il pensiero.

Ho voluto regalare qualche attimo di eternità e di evasione da un Paese che non sa che pesci pigliare (e neanche che presidente eleggere), e ribadisco (mia filosofia) che per un buon equilibrio su questo mondo altalenante di difficile gestione, riporre metaforicamente dentro di sè l’essenza e la testimonianza di popoli da noi così lontani, può essere una buona cosa per sentirsi meglio. E’ come essere parte di un tutto che sa ancora di universo, di eternità, e di magia.

Crediti immagini:

http://naturalis-expeditions.blogspot.it/2013/03/10-esperienze-nel-sud-est-asiatico-da.html

http://www.corriereuniv.it/cms/2010/02/progetto-angkor/#!prettyPhoto/0/

http://www.flickr.com/photos/wandering_angel/115113228/

 

2 commenti

  1. Filippo Tura scrive:

    Complimenti ottimo articolo, la Cambogia è un paese affascinante con una storia incredibile e un popolo generoso. Negli ultimi anni ha fatto passi da gigante ma non spaventatevi non intendo dire che le città si sono riempite di grattacieli e la quotidianità dei Cambogiani è stata omologata al resto del mondo, anzi, fortunatamente si respira ancora l’Asia autentica ma mi riferisco al fatto che le prime carrozze del treno ora si pagano….. Non mi segui? Beh pensa che la prima volta che andai in Cambogia con lo zaino sulle spalle, erano i primi anni novanta, ero fiero perchè sulle prime carrozze del treno si viaggiava gratis, poi scopri il motivo di questa generosa concessione e iniziai a pagare il biglietto per stare nelle carrozze dietro infatti all’epoca il paese era ancora infestato di mine e nel caso il passaggio del treno ne avesse fatta esplodere una le prime carrozze sarebbero state le più a rischio.

    • Lara Badioli scrive:

      Grazie Filippo, il tuo commento ha arricchito tantissimo il mio articolo, regalandomi una bellissima e colorata visualizzazione…mi è sembrato per un attimo di essere sul treno di cui parlavi! Grazie ancora! Lara

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