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La rocca di San Leo e il conte di Cagliostro: templari, culti egizi e lo scandalo della collana alla corte di Maria Antonietta | Idea Viaggi

La rocca di San Leo e il conte di Cagliostro: templari, culti egizi e lo scandalo della collana alla corte di Maria Antonietta

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Cosa unisce Goethe, la maledizione dei templari, il culto Egizio massone e la corte di Luigi XVI?

Un solo personaggio, controverso, sconvolgente, incredibile; il conte Alessandro di Cagliostro, morto nel 1795  nelle carceri della rocca di San Leo, progettata da Francesco di Giorgio  Martini nel cuore del Montefeltro.

Sarebbe difficile e quasi impossibile raccontare in un blog-post tutte le avventure che hanno reso questa figura storica ancora così attuale (ci sono siti che dicono di poter contattare il conte  perchè  ”il suo spirito in ogni caso è sempre più vivo che mai e comunica grazie ai dei medium che sceglie personalmente e che hanno il compito di tramandare e divulgare la sua arte e i suoi poteri”.

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Mi ha molto incuriosito sapere  che, a due passi da casa mia, nell’entroterra al confine tra Marche e Romagna, ci sia la testimonianza di una persona che eredita a Malta conoscenze massoniche derivate dalle tradizioni dei cavalieri Templari del 1300, che abbia preso parte allo scandalo della collana della corte di Maria Antonietta (1785), che abbia previsto alla sovrana la sua morte per mano del popolo,  che abbia guarito persino i sovrani della Santa Sede  (Pio VI ne annulla la condanna a morte e lo fa carcerare a San Leo, fortezza inespugnabile e considerata la più sicura dell’epoca, oltre che carcere perfetto per personalità eccentriche come Cagliostro).

E che Goethe, durante il suo viaggio in Italia, sia andato a far visita alla madre e la sorella del conte, riportando nelle sue memorie le loro conversazioni e saldando il debito che Alessandro aveva ancora in essere con la sorella.

E’ inoltre fondatore del rito egiziano di stampo massonico di cui si proclama gran Cofto (1784).

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Insomma ci sono tutti i presupposti per fare una gita a San Leo per vedere le tracce di questo uomo incredibile, alchimista, guaritore o ciarlatano che sia. Anche per farsi un’idea personale di quella che è la sua reputazione oggi: alcuni lo definiscono “uomo, maestro del suo tempo, ma anche al di fuori del tempo, Cagliostro si rivela una persona misericordiosa e compassionevole che combatte sempre l’ignoranza schierandosi con i più deboli, teso sempre a rendere giustizia agli altri uomini”.

Altri  lo venerano tutt’ora, come  si legge dal proclama esposto in San Leo della “Massoneria universale di rito scozzese e antico ed accettato”: “Per tutti coloro che credono nella libertà di pensiero, il suo sacrificio lo rese martire dell’intolleranza, del sospetto e del pregiudizio”.

Certo che i suoi ultimi anni, passati nella stanza a lui riservata detta “il pozzetto”  (solo con una piccolissima apertura sul soffitto), col divieto di parlare, di leggere, di scrivere devono essere stati duri. Soprattutto  dopo aver visto gli sfarzi e i palazzi reali di tutta Europa.

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Ma mi ha stupito soprattutto vedere fiori freschi portati dai turisti sulle dure e nude assi dove dormiva. Il corpo del conte di Cagliostro dicono non si sia nè visto nè trovato dopo la morte.

Che ne sappiano di più i medium che i libri di storia?

Crediti immagini:

http://tracks.vagabondo.net/marche/san-leo/rocca-di-san-leo/rocca-di-san-leo-6.jpg.html

2 commenti

  1. Mauro Calbi scrive:

    La Rocca di San Leo, con la sua maestosità che si erge sulla roccia, è una delle più belle del nostro territorio marchigiano-romagnolo. Cosiccome il museo di armi al suo interno affascina grandi e bambini.

  2. Riminihotels scrive:

    Sicuramente la rocca di San Leo merita una visita e l’approfondimento della storia che ha alle spalle

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