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Arte contemporanea in albergo. L’hotel Fox di Copenaghen e il suo progetto di lancio | Idea Viaggi

Arte contemporanea in albergo. L’hotel Fox di Copenaghen e il suo progetto di lancio

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“94% of an hotel guests espect no surprises when entering their room”.

“82% of all Eupropean hotel rooms feature a romantic landscape painting”.

Queste sono scritte, rigorosamente in font “press gothic expanded“, che appaiono sul muro bianco e asettico del Fox hotel di Copenaghen, camera 414. Sono opera di una famosissima agenzia di comunicazione, E-Types, che, insieme ad altri artisti contemporanei (compresi disegnatori di manga giapponesi), hanno contribuito a dare vita alle 61 stanze dell’ hotel Fox appunto.

Appassionata d’arte, mi piace sapere qualcosa in più su quegli alberghi che, al loro interno, abbiano opere o rimandi concettuali all’arte contemporanea. Ho pensato così di raccontare in breve la storia di questo posto, fatta di tanti ingredienti interessanti: un grande lancio mediatico firmato MTV nel 2005, la campagna di comunicazione firmata Volkswagen (è il risultato di quanto fatto per lanciare la nuova Fox, appunto), il coinvolgimento di chef e di artisti contemporanei non convenzionali da tutto il mondo. Soffermiamoci però su due spunti di riflessione:

  1. cosa ci si aspetta realmente da una camera da albergo?
  2. il lancio fantasmagorico di un prodotto, può funzionare anche se la sua identità non corrisponde a ciò che si comunica?

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Andiamo per gradi e riassumiamo a grandi linee il Volkswagen Fox Project. Siamo nel 2005, non c’è alcuna traccia di crisi, la nuova Fox sostituisce la Lupo. Le parole chiave sono: citycar, innovazione, clientela giovane,  smart philosophy e il core customers ha dai 18 ai 25 anni.

VW decide di investire su giovani chef e artisti emergenti, e decide di creare un Art hotel che porta il nome della nuova auto di casa. Tutto il mese di aprile del 2005 è dedicato a contest tra giovani cuochi, conferenza stampa con oltre 800 giornalisti provenienti da tutto il mondo. Risultato: hotel Fox, Studio Fox (meeting place per creativi, agenzia di comunicazione), Club Fox (ristorante). Non so quale di queste ultime due attività sia ancora attiva, tuttavia l’hotel è aperto e funziona.

E qui lancio uno spunto di riflessione: alcune di queste stanze, incontrano il vostro desiderio di relax, di calore, di intimità? Oppure il “concetto” che rappresentano e le emozioni che scaturiscono bastano a regalare una esperienza intensa e appagante?

Per curiosità, visto che di Fox ne ho viste poche e perlopiù erano di signore ultraquarantenni incontrate a fare la spesa,  ho spulciato alcuni blog per capire come la VW Fox abbia incontrato il favore delle vendite, e soprattutto il “posizionamento” del prodotto desiderato (giovane, smart, seducente, concettuale).

Su alvolante.it si discute su quanti pochi pezzi si siano venduti in Italia, e sul blog motori di Repubblica la si definisce in alcuni commenti  ”la classica auto di chi vive in città e non gli importa nulla di avere una bella macchina”.

Conclusione: può una stanza d’albergo futuristica, un lancio mediatico fantasmagorico, un rimando al concetto dell’arte urbana e “graffitara”, addirittura un hotel che porta il suo nome, supplire alla “normalità” di un auto costruita in Brasile, che, partendo anche solo dal design, non ha nulla di innovativo?

0503 project fox

Il prodotto deve corrispondere alla sua comunicazione, devono avere caratteristiche comuni.

Nello stesso modo, forse, in cui una camera d’albergo debba corrispondere alla nostra personalità. E al nostro concetto, soggettivo, di “evasione” dal mondo e dal quotidiano.

Pictures credits:

http://www.e-types.com/36749.9000/

http://interiordesignfiles.com/2010/12/interior-design-hotel-fox-copenhagen.html

http://www.zingarate.com/foto/design/le-stanze-a-tema-piu-cool-del-mondo/stanza-di-heidi-hotel-fox.html

 

 

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